Brescia: maxi-appalto Sanitario per Ambulanze, è polemica per il trasporto: esclusa la Croce Bianca

Nuovo appalto, dal primo luglio, e fino al 30 giugno del 2022 per i servizi di trasporto sanitario all’interno dell’Asst degli Spedali Civili di Brescia: la base d’asta dell’ospedale cittadino partiva (per i tre lotti in cui era divisa la gara) da 2 milioni e 939 mila euro.

Nuovo appalto, dal primo luglio, e fino al 30 giugno del 2022 per i servizi di trasporto sanitario all’interno dell’Asst degli Spedali Civili di Brescia. Un maxi appalto visto che la base d’asta dell’ospedale Civile cittadino partiva (per i tre lotti in cui era divisa la gara) da 2 milioni e 939 mila euro. Quello dei trasporti sanitari all’interno del maggiore ospedale cittadino (trasferimenti da ospedale a ospedale della stessa azienda, dal Civile verso altre strutture sanitarie esterne e trasporti di sangue, plasma, emoderivati e cellule staminali) è uno degli appalti più delicati all’interno dell’azienda anche perché in passato fonte di polemiche dopo che il servizio era stato affidato ad associazioni e cooperative che arrivano da lontano escludendo le associazioni di volontariato bresciane, talvolta ripescate in emergenza quando la società vincitrice dell’appalto non era più in grado di far fronte agli obblighi sottoscritti mettendo a rischio la continuità della prestazione.

Attualmente il servizio era garantito in regime di proroga a quattro realtà: la Golden care service di Brescia (società con sede in via Canossi), Croce Bianca, Federazione Volontari del soccorso (uno degli organismi di rappresentanza delle pubbliche assistenze bresciane che garantiva il servizio con alcune associazioni di città e hinterland) e il soccorso pubblico Franciacorta di Rodengo Saiano. Nel dicembre scorso il Civile ha dato il via alle procedure per la nuova gara di appalto divisa in tre lotti: il primo per i trasporti programmati da Gardone Valtrompia (300mila euro di base d’asta), il secondo per i traporti neonatali e verso altri ospedali (base d’asta fissata a 2,2 milioni di euro), il terzo, da 360 mila euro, per il trasporto di sangue, emoderivati, cellule staminali in urgenza. Esperite tutte le pratiche del caso il servizio è stato ripartito tra cinque delle sei realtà del soccorso che hanno partecipato alla gara.

I gruppi bresciani associati alla Federazione volontari del soccorso si sono aggiudicati il 40% del primo e secondo lotto con un compenso di oltre 1,2 milioni di euro. Alla società privata «Tauro Soccorso» di Gioia Tauro verrà affidato per quasi 51mila euro il 20% del primo lotto, quota di poco inferiore a quella da 58 mila euro aggiudicata rispettivamente alla Nuova assistenza pubblica di Gavardo (una società cooperativa costituita nell’ottobre 2013) e la Golden Care Service di Brescia, che si sono aggiudicate per oltre 630 mila anche il 30% ciascuno della «torta» più consistente, quella dei trasporti verso altri ospedali. Alla First Aid One di Bollate (società con sedi in mezza Italia) è andato infine il trasporto di sangue ed emoderivati per 320 mila euro.

Ad essere esclusa dall’appalto solo la Croce Bianca di Brescia che aveva fatto la proposta economica più alta rispetto alla base d’asta in un appalto fondato sul principio del «miglior prezzo». Un principio che in un carteggio con la responsabile del provveditorato del Civile il presidente dell’associazione di via Fratelli Bandiera aveva contestato invitando l’ospedale a valutare se non fosse più consono, alla luce del nuovo codice degli appalti e vista la delicatezza dell’oggetto del bando, applicare il principio della proposta economicamente più vantaggiosa alla luce, però, del rapporto qualità/prezzo (in questo caso i punteggi di aggiudicazione vengono stabiliti per il 60% in base alla qualità del servizio offerto e per il 40% in base al miglior prezzo praticato). Un principio già applicato nel settore del trasporto sanitario nell’appalto con cui l’Areu ha affidato i servizi del 118 e un principio che, sottolineano in molti, crea più garanzie sull’efficacia della prestazione. Un criterio che il Civile, però, ha ritenuto di non poter più applicare in quella fase della procedura. «Ci sentiamo di condividere a pieno le valutazioni fatte dalla Croce Bianca, i costi di ammortamento dei mezzi e gli oneri connessi sono tanti che, se non ci fossero i volontari, lavoreremmo in perdita» spiega Sergio Facchetti che rappresenta le associazioni bresciane raccolte attorno la Federazione volontari del soccorso. «Il criterio della qualità non può prescindere da un servizio che richiede, strumentazione efficienti (pensiamo solo ai trasporti neonatali), personale qualificato e mezzi idonei. È stato per questo che, a prescindere dall’esito dell’appalto, abbiamo voluto evidenziare all’azienda sanitaria come il criterio adottato non fosse una garanzia» osserva l’avvocato Carlo Braga, presidente di Croce Bianca, ente che tempo fa era andato in soccorso del Civile dopo il forfait di una associazione nel trasporto degli emoderivati.

La storia tribolata dei trasporti sanitari al Civile – con società che hanno cambiato spesso nome, subentri, fallimenti , soluzioni tampone per far fronte ad improvvise defezioni, sono lì a dimostrare che chi pratica il prezzo più vantaggioso non sempre è una garanzia di efficienza e trasparenza. Così come la recente inchiesta giudiziaria sui rimborsi per il trasporto dei dializzati sta evidenziando come in qualche associazione il «senza fini di lucro» è solo un’apparenza e dietro al termine «volontario» si nasconde personale pagato in nero. Lo stesso personale che ora sta raccontando ciò che accadeva in ambulanza alla Guardia di Finanza e al procuratore aggiunto Sandro Raimondi.

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